Ironfly

7 giorni, 458 km in volo o a piedi, 1 vincitore.

Pilota: Giovanni Gallizia
Aiutante: Agostino Ghetti e Lambda Team
Video: John Murd e Michele Manca
Musica video: Sergio Bachelet e Martino Scaglia

L’hike and fly è un concetto semplice e come tale affascinante; si cammina in cima alle montagne e poi si vola.
“L’Ironfly” estende questa idea su un ampio percorso e ne fa un’avventura ed una gara. Ogni pilota deve coprire tutto il percorso camminando o volando.
La gara inizia e finisce a Lecco. Le “boe” virtuali (ogni atleta deve validare le boe a mezzo di un gps) sono Macugnaga, Bormio e la Presolana. Tra una boa e l’altra ognuno è libero di decidere quale itinerario fare, dove e quando camminare o volare.
Le regole sono semplici, si parte tutti assieme ed il primo che arriva vince. Si partecipa di squadra, il pilota e gli aiutanti. Il pilota è importante tanto quanto gli aiutanti che pensano alla strategia, camminano gran parte del percorso, guidano il furgone, organizzano la logistica e molto altro. Insieme si sogna, insieme si soffre ed insieme ci si dà forza quando qualcosa va storto; e certamente ci sarà più di una cosa che non andrà come programmata.”

Giorno 1
Il meteo per il primo giorno sembra permettere qualche ora di volo e tutti vogliono approfittarne per cercare di volare oltre il lago maggiore, in modo da non doverlo aggirare a piedi.
La salita al Monte Cornizzolo è fatta a tutta velocità così da riuscire ad approfittare di più ore possibili di volo prima dell’arrivo del brutto tempo.
Le condizioni di volo sono generose e più o meno metà dei piloti riescono a superare il lago maggiore, atterrando sparsi in Ossola. La pioggia obbliga tutti a continuare a piedi fino alle 20.00 orario in cui è imposto di fermarsi fino alle 7.00 del mattino seguente. Noi arriviamo alla base della valle di Macugnaga

Giorno 2
Il tempo non è clemente. Qualche piccolo squarcio tra le nubi permette qualche timido volo mattutino, ma la giornata viene per la maggior parte spesa coi piedi per terra a camminare. Noi non riusciamo a godere del volo e camminiamo tutta la valle di Macugnaga in salita ed in discesa, dopo aver fatto la boa e tornando indietro in direzione Bormio.

Giorno 3
La fatica del giorno prima si fa sentire e la possibilità di avere condizioni di volo favorevoli il pomeriggio ci fanno optare per un più lungo riposo mattutino. Raggiungiamo senza fretta un decollo e a metà giornata riusciamo a fare un primo volo che ci fa risparmiare tanta strada a piedi.
Le nubi lasciano spazio ad un sole tanto sognato. Dopo un’altra salita in decollo, poco prima di Santa Maria Maggiore, riusciamo ad approfittare di una bella finestra di bel tempo per volare tutta la Val Vigezzo fino a Locarno. Un bel tuffo nel lago rigenera e conclude una bella giornata.

Giorno 4
Dopo una lunga camminata fino al passo San Jorio si sogna un volo verso la Valtellina. Le condizioni però non sono ideali e dopo un’estenuante attesa optiamo per scendere un pezzo a piedi e vagliare altri decolli. Le condizioni non migliorano e quindi non si riesce a volare. Un sacco di tempo perso. La fatica e il dispiacere si fanno sentire ma la gara è ancora lunga.

Giorno 5
Le condizioni favorevoli suggeriscono di tornare al passo san Jorio da dove è possibile volare fino all’imbocco della Valtellina. Un’ulteriore salita in fretta e furia ed un altro lungo volo ci permettono di arrivare a 20 km da Bormio. Nonostante la possibilità di raggiungere Bormio in serata, a causa di una lieve infiammazione ad un tendine preferiamo fermarci e riposare.

Giorno 6
Saliti in decollo sopra Sondalo, le condizioni meteo sono peggiori di quanto previsto. Riusciamo a fare soltanto una planata fino a Bormio. Lì il tempo non sembra voler concedere una tregua e si impone una decisione: rischiare ed andare comunque in decollo nella speranza di un miglioramento del tempo, oppure cominciare ad avviarsi vero la Presolana a piedi. Abbiamo rischiato e siamo stati premiati. Con un paio di voli e camminate riusciamo a raggiungere il passo dell’Aprica.

Giorno 7
Dal Passo dell’Aprica entriamo nella Val Belviso da dove le condizioni favorevoli permettono un lungo volo fino alla zona dell’Alben dopo aver passato l’ultima boa della Presolana.
Il peggioramento del meteo ci costringe ad atterrare e continuare a piedi. Una lunga camminata intervallata da qualche corto volo ci permette di attraversare gran parte della bergamasca arrivando a notte fonda alle porte di Lecco, ai piedi del Resegone, dove un gruppo di amici ci sorprende facendosi trovare lì per condividere quell’ultima sera di gara. Le regole permettono infatti di estendere il tempo di gara fino a mezzanotte per una volta.

Giorno 8
Ultimo giorno di gara. Un’ultima camminata ci conduce attraverso Lecco fino all’arrivo. La soddisfazione di arrivare e trovare tanti amici è impagabile. Tutti insieme si festeggia di prima mattina; esausti ma felici ci sono voluti alcuni giorni per smaltire la “sbornia” della gara e qualche acciacco della gara. Il meteo molto variabile ci ha fatto godere delle montagne anche dal fondo valle per lunghi tratti; camminato circa 280 km con 15.500 metri di dislivello nell’arco di tutti i giorni di gara!

Giovanni Gallizia

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